ORIGINE DELLE PAROLE

Categoria: Nel proprio piccolo
Autore: GIOVANNI CALZA
Editore: CASA EDITRICE FRECCIA D'ORO
Edizione: brossura
Genere: VOCABOLARIO
Pagine: 158
Anno: 2017

 

Questo libro nasce dall’impressione che molti dei fatti che viviamo e degli oggetti che ci circondano siano frutto di casualità e non di esiti di processi storici. Ho ragione di credere che ciò accada anche per le parole, che apprendiamo e trasmettiamo così come ci sono giunte. Acriticamente. Spero che lo stupore generato da tali piccole e ingenue scoperte, contagi il giovane lettore a cui queste pagine sono dirette e sappia produrre una salutare passione, la stessa che ha contagiato me.

La lingua italiana è bella, dicevamo. E’ colta, sensuale, sa parlar di neve bianca agli aranceti; lingua di barche e serenate a mare, lingua che parla del cielo agli architetti. Per lungo tempo è stata la lingua d’Europa, lingua nuova, divina, universale, come dice la canzone. Da dove proviene tanta ricchezza? Forse rappresenta il frutto finale di tanti prestiti linguistici che ci sono giunti da tempi e luoghi lontani. Certamente il passaggio di popolazioni straniere sul nostro territorio, nelle diverse epoche, ha fornito importanti contributi alle conoscenze, alla tecnologia e soprattutto alla lingua. La relazione tra le due cate- gorie, lingua e conoscenza, è evidente: più cose si conoscono, più parole bisogna sapere per identificarle. La ricchezza di una lingua è dunque strettamente collegata allo sviluppo di quel territorio. Molti sono stati i popoli che si sono succeduti e le lingue che si sono sovrapposte sul suolo italico. Ecco un esempio concreto: nella frase “dal balcone dell’albergo si vede una casa con un albe- ro di albicocco che si piega al vento di Libeccio” si risen- te dell’influenza di almeno 7 diverse lingue, che negli ultimi 4000 anni si sono sovrapposte: casa (da kasa, capanna, parola di origine mediterranea di 4000 anni fa); vento, (da we-nt-, a sua volta da una radice we, soffiare, di origine Indoeuropea, 3500 anni fa); libeccio,( da lebeg, vento che viene dalla Libia, parola greco- bi- zantina); albergo, ( da hari-bairg, riparo dell’esercito, parola dei Goti, 1500 anni fa (493 d.c.); balcone, (da balk, palco di legname, trave, parola longobarda (568 d.c.); albicocco, (da al- barquq , susina,parola araba); albero (da arbor, albero, parola latina).