Tutto il ciclismo di Bologna (e non solo) dall’epopea dei pionieri ad oggi

Categoria: Narrativa e storia locale
Autore: Romano Stagni
Editore: CASA EDITRICE FRECCIA D'ORO
Edizione: brossura
Genere: sport
Pagine: 90
Anno: 2017

 

Mi ero ripromesso che col secondo libro il discorso sulla storia del ciclismo bo- lognese l’avrei chiuso. Invece, eccomi qui a mettere in pratica l’antico proverbio “non c’è il due senza il tre”, anche grazie a un nuovo editore (Freccia d’Oro di Cento di Ferrara) che ha mostrato di apprezzare quanto da me pubblicato anche su argomenti di altro genere. La spinta per questa nuova fatica mi è venuta soprattutto da parte di chi, obiet- tivamente, aveva acquisito dei meriti apprezzabili ed era stato ingiustamente dimenticato. Infatti le richieste di con- tinuare la rassegna di corridori e società sono state molte e io non me la sono sentita di deludere questi appassionati che non avrebbero avuto altra occasione per finire in vetrina con le loro foto ed essere ricordati in futuro, magari da figli e nipoti. Del resto, questo è un chiaro segno che i due precedenti libri hanno avuto un discreto successo. Come dimo- stra il fatto che praticamente entrambi in libreria sono esauriti. Allora, con una carica che qualcuno de- finisce ‘giovanile’ a dispetto dei miei inesorabili dati anagrafici, avanti a tutta forza a battere sui tasti del computer. Questa volta, però, sono andato oltre i confini della città e della provincia, nel senso che ho preso in esame non esclusivamente corridori nati e cresciuti nel nostro terri- torio ma anche chi, provenendo da altre parti, ha indossato con successo le maglie delle ciclistiche targate Bologna. Oppure le ha predilette per farsi valere vincendo gare di notevole rilevanza, sia in campo giovanile che fra i dilettanti. Altrettanto ho fatto riguardo a quelle società ubicate fuori dai nostri confini che nel loro organico hanno avuto atleti bolognesi che si sono distinti (Adler Capelli in primis), oppure che sono state guidate da direttori sportivi di casa nostra. Come, ad esempio, l’amico Pietro Arbizzani. Forse il tutto può apparire mischiato in modo un po’ disordinato. Ma quel che importa, a mio avviso, è la correttezza dei nomi, delle circostanze e dei risultati riportati. In conclusione, con questi miei tre libri ho motivo di sperare di aver accontentato tutti gli appassionati delle sport del pedale di casa nostra. Di ieri, di oggi e (come leggerete) anche di... domani. Forse.

Uscirà nel mese di giugno l’ultima fatica letteraria di Romano Stagni, decano dei giornalisti di Bologna, appassionato da sempre di ciclismo. Sarà infatti presto disponibile in tutte le librerie e sui maggiori siti di vendita libraria la terza parte della monografia sul ciclismo: Tutto il ciclismo di Bologna (e non solo) dall’epopea dei pionieri ad oggi, pubblicato dalla Casa Editrice Freccia D’Oro nella nuova collana editoriale Le piccolo frecce. Il libro è in fase di ultimazione, ricco di immagini storiche e contemporanee degli atleti che hanno fatto grande questo sport. Una ricca panoramica su ciclisti, avvenimenti e performances di uomini, donne e giovani promesse.

Purtroppo è così, dopo il Trofeo Pizzoli, la Bologna – Raticosa e la Milano – Bo- logna, tutte gare per i dilettati, anche il G.P. Tricolore per gli allievi è stato messo soffitta. Una gara storica che andava in scena (pardon, in strada visto che era in li- nea) il 25 aprile, purtroppo non c’è più. Nata nel 1938 ha chiuso i battenti nel 2015. Una competizione di tutto rispetto che ha avuto vincitori eccellenti, con in prima fila il grande Ercole Baldini (1951), vincitore nella gara in linea alle Olimpiadi di Melbourne (Australia) del 1956, del Giro d’Italia del ’58 e del Mondiale di Reims (Francia) su strada nello stesso anno. Il G.P. Tricolore l’aveva ideato la Mauro Pizzoli e l’aveva tenuto vivo fino al 2010 (70° edizione), anno in cui questa storica ciclistica, Stella d’Oro del Coni per gli alti meriti sportivi e presieduta dall’indimenticato Adolfo Pizzoli (è scomparso nel giugno del 2004), si è ritirata dalla scena. A quel punto il testimone della manifestazione l’aveva raccolto la Calderara che continuò a organizzarla fino al 2015. Verrà ripristinato? Non si sa. La volontà ci sarebbe, ma è il conquibus, la grana, che manca. Non ci resta che sperare che nei prossimi anni qualche sponsor innamorato del ciclismo giovanile si faccia avanti.