LEGGENDA JUVENTUS

Categoria: Biografici
Autore: ALBERTO FABBRI
Editore: CASA EDITRICE FRECCIA D'ORO
Edizione: brossura
Genere: sport
Pagine: 180
Anno: 2017

 

Il libro contiene dettagliate tabelle statistiche e interessanti approfondimenti sugli ultimi fatti di cronaca sportiva e non solo, si parte infatti dagli anni Sessanta per arrivare agli inizi degli anni Duemila. La parte centrale del libro è dedicata al già citato quinquennio d’oro (2011-2016). Spazio anche a fatti di cronaca come Calciopoli e Heysel, trattati dall’autore sempre con l’occhio di un attento e preparato tifoso bianconero. “Questa non è e non vuole essere una storia della Juventus – afferma l’autore - sarebbe presuntuoso solo pensarlo. Non ne ha la scientificità, non ne possiede la ricchezza anedottica dovuta alla conoscenza diretta o mediata dei personaggi e dei protagonisti. Per così dire è scritta da lontano. Più semplicemente è il racconto di parte della mia vita intersecata ed attraversata dalle vicende calcistiche – prosegue - dalle struggenti e soavi vittorie e dalle brucianti sconfitte bianconere. Ho cercato di dare sistematicità ai ricordi e ordine alle emozioni. L’ho fatto con schede analitiche e riassuntive ed elenchi, che sono sempre i pilastri dei progetti, soprattutto di quelli mentali. Non mi interessava dare spiegazione e razionalità alle emozioni ed ai sentimenti – spiega - semmai capire la gioia, la leggerezza, la levità che provo nel pensare alle imprese ed alle vittorie bianconere. Rendermi conto che aiutano a vivere. Forse come è stato detto il Calcio appartiene a quella parte immateriale dell’esistenza che più si avvicina a dare senso a parole come Felicità. Ma non tutto il Calcio ha questo effetto balsamico su di me, solo quello bianconero a strisce verticali!”

Il campionato 1975-76 ci vede secondi dietro il Torino. Fu un grande ed emozionante campionato ma arrivammo secondi e per giunta dietro i cugini! Consola che quello era un grande Torino guidato da Gigi Radi- ce, con in attacco Pulici Paolociclone, Ciccio Graziani e Claudio Sala. Nonostante questi campioni, l’anno succesivo la Juve riesce a prendersi una rivincita storica ed esaltante. La classifica finale si ribalterà, la Juve è prima con il punteggio monstre di 51 punti, il Torino secondo a 50. Una sola partita persa, il punteggio di 1-0 che assurge a refrain musica- le. Va ricordato che allora le vittorie valevano due punti e le squadre in 32 lizza erano solo sedici. Quindi la Juve chiude a 51 punti su 60 disponi- bili! É una Juventus che gioca senza regista classico, con un centrocam- po roccioso e travolgente. Una Juventus che da sicurezza e certezza di risultato, una volta andata in vantaggio il risultato è acquisito! E’ una squadra eccezionale che supera un Toro indomabile. Ricor-diamo quei protagonisti, quella formazione che a mio parere resta insuperabile ed insuperata,nonfossealtroperchécompostadisoliitaliani.Zoff Cuc- cureddu Gentile Furino Morini Scirea Causio Tardelli Boninsegna Benetti Bettega. In panchina Cabrini, Sergio Gori, Spinosi, Marchetti e naturalmente Alessandrelli. Per capire e spiegare l’alchimia di quella squadra occorre partire dal mercato dell’estate 1976 , dove avvengono due clamorosi affari tra la Juve e le due milanesi. Con l’Inter si realizza lo scambio tra Anastasi e Boninsegna che il tempo si garantirà di dimo- strare come fu vantaggioso per la Juve. Bonimba, cui l’Inter aggiunse una discreta somma di milioni in considerazione della differenza di età, vinse due scudetti in tandem con Bettega. Anastasi, invece, da gran- de tifoso juventino quale era, forse non accettò mai il trasferimento e all’Inter finì per spegnersi laconicamente come una candela. L’altro scambio fu col Milan a cui la Juve diede nientemeno che il geometra Fabio Capello, tessitore di trame e passaggi, in cambio del rude Romeo Hulk Benetti, forse il più determinato incontrista di centrocampo di sempre. La Juve giocò, come dicevamo, senza un regista tradizionale e mise in campo, una sorta di Linea Maginot con tre mediani mitici ed eccezionali: Furino-Tardelli-Benetti. Una squadra disegnata da un altro grande mediano quale il Trap fu quando giocava. Quella Juve Ligabuiana fatta di forza, decisione e virilità senza fronzoli era però impreziosita, è bene non dimenticarlo, dalle giocate fini, dalle inven- zioni leggiadre e dai cross del Barone Causio.