Svegliati Frank

Categoria: Letteratura per l'infanzia
Autore: Eliana Volpato
Editore: CASA EDITRICE FRECCIA D'ORO
Edizione: brossura
Genere: narrativa
Pagine: 74
Anno: 2017

 

Lo chiamano Frank a Centoculle. Il villaggio Rom più famoso d'Italia. E' stato rapito dagli zingari che non aveva compiuto nemmeno tre anni. Si trovava sul carrello della spesa quando si è consumato il reato. All'Ipermagic, un grande magazzino, luogo di precedenti sequestri di minori. Il romanzo si intreccia ad una storia parallela, quella di una donna, che vive la situazione da un altro punto di vista: è lei in questo caso ad essere stata vittima del rapimento del suo bimbo Daniele.

Eliana Volpato, nata a Verona nel 1979. Mamma di due bambini. Dopo gli studi superiori, diplomata, frequenta molti corsi di scrittura creativa nella sua città e partecipa a svariati concorsi. Lavora per sei anni circa in una piccola casa editrice e libreria universitaria.

Ciao, mi chiamano Frank. Non ho una mamma e neppure un papà. Mi hanno rubato gli zingari che avevo appena tre anni. Me lo ricordo come se fosse ieri quel maledettissimo giorno. Stavo sul carrello della spesa. Non ci credete vero? Invece è così. Loro ci sono abituati sapete. Le donne soprattutto. Sono le peggiori. Le più meschine. I bambini, quelle, se li mettono sotto la gonna. Non sono frottole. Io non sono uno che le racconta, non dico bugie. Sul serio. Pensate, che hanno talmente le gonne ampie che nelle mutande ci stanno perfino i televisori. Beh torniamo a quel giorno, la mia mamma si è girata un secondo. Un minuscolo attimo. Per prendere la conserva e i ghiaccioli. Io amo i ghiaccioli. Ancora adesso. E una signora grossa con un naso dritto come una corsia autostradale mi ha preso tra le braccia in malo modo, trascinandomi svelta sotto al suo vestito. Sento ancora la puzza di sudore che aveva nelle gambe. Afferrandomi stretta con le mani ha raggiunto il vecchio caravan nel parcheggio. Nessuno si è accorto di niente. Se la rideva come una matta. Ci scherzava su con Omar, il suo compagno. Lurido come un maiale an- che lui. Io piangevo. Volevo la mia mamma. Ma a loro non fregava proprio niente. Anzi stavano già architettando su come potevo farli guadagnare.