Il profondo rivela

Categoria: Poesia e sentimento
Autore: Chiara RUscelli
Editore: CASA EDITRICE FRECCIA D'ORO
Pagine: 72

 

“Il profondo rivela” è un’opera poetica che prospetta l’immagine del dolore, della speranza che cerca di sopravvivere, dipingendo la figura dell’illusione come unico e possibile risveglio dell’anima. La parola che potrebbe racchiudere gran parte del repertorio tematico è appunto “Illusione”. La rassegnazione è contrastata dalla speranza di poter cambiare, di poter tornare ad essere una persona come tante altre. Il velato pessimismo che l’opera contiene, attinge ad una amareggiata visione della realtà e della vita, a causa di circostanze che hanno colpito irrefrenabilmente quella serenità vivace e luminosa che rende il nostro stato d’animo attivo e voglioso di affrontare la vita. Appunto, “la Luce imprimente”, detta così per specificare qualcosa che ti “recide l’animo” ovvero l’intenzione di identificare la bellezza della vita come la Luce che non ti lascia accedere, e perciò ti rende ogni libertà vana e inconsistente. Eppure… l’interiorità cerca, tenta ancora di fuggire da ciò che spaventa e rattrista il cuore, di sfuggire a quanto demolisce ogni voglia di affrontare le difficoltà presenti. La luce degli anni passati, di quei ricordi che ti giungono alla mente con malinconia e dolore, racchiude in sé tutto ciò che è felice ma inaccessibile. Una luce che pian piano si è spenta o comunque opacizzata e per questo “ti taglia l’anima”. Quindi la luce, nel suo profondo, rivela la sua inacessibilità. Le poesie sono quasi tutte dedicatorie, rivolte a persone diverse, tra amicizie, amori e temi vari. Quasi permanente è però il senso d’amarezza verso la vita, il mondo delimitato dall’egoismo e dalla crudeltà. L’amaro verso la luce colpisce perciò anche il buio, la morte e la sofferenza propria e altrui; si pittura così quell’immagine dell’illusione che riserva la sopravvivenza dello stesso vivere “illuso”.

Chiara Ruscelli è nata a Forlì nel 1993, dove ha vissuto una bella infanzia disturbata solo da alcuni problemi che, se inizialmente molto lievi, l’avrebbero, in seguito, portata ad affrontare una realtà ben diversa. Sempre a Forlì ha intrapreso gli studi ed all’età di undici anni, con l’aggravarsi dei suoi problemi fisici, i cui primi sintomi emersero durante il suo ultimo anno di scuola materna, iniziò a formarsi dentro di lei lo spirito poetico che l’avrebbe aiutata a vivere per tutta l’adolescenza e a combattere una dura battaglia contro la sua stessa condizione fisica. Chiara ha visto nella poesia uno svago e un sollievo capaci di alleggerire il senso di rivolta contro un’esistenza ingiusta e sofferta, impregnata di ostacoli e travagli. In seguito si è diplomata al liceo di scienze della formazione. La sua passione più grande è la letteratura italiana, in quanto ha visto e vede nei poeti del passato le guide interiori del suo stesso animo. Giacomo Leopardi è per lei l’esempio di uomo che evade dalla realtà, cercando nei sogni l’illusione affine alla sopravvivenza della speranza. L’evolversi e il peggioramento dei suoi problemi, intervallati da periodi di stabilità, ha generato in lei amarezza e sconforto. Invece resiste il sogno di una soluzione futura che le permetta di assaporare la vita e il mondo con altri occhi e con un differente stato d’animo. Gli ultimi tempi, dal gennaio 2014 fino ad oggi, hanno segnato un aggravarsi dei problemi fisici che da tempo affronta, tanto da rendere più difficile e triste la sua vita presente. Al momento per lei l’obiettivo più importante è l’espandersi di questo libro che racchiude tutto il suo stato poetico.