Non posso stare altrove

Categoria: Il mondo di Samuel
Autore: Marco Cevolani
Editore: Casa Editrice Freccia D'Oro
Edizione: brossura
Genere: narrativa
Pagine: 120
Anno: 2015

 

Questa è una splendida storia d’amore. Il racconto prende l’avvio da un contesto adolescenziale di un piccolo centro di provincia e muove attraverso i sogni e le speranze di un futuro campione che troverà nel calcio la sua realizzazione. Troverà anche l’amicizia e l’amore, un amore vero e profondo, perfetto, che lo accompagnerà per un tratto della propria vita. L’amore per un suo compagno di giochi: Riccardo. L’eleganza e la delicatezza dell’autore nel trattare il tema dell’omosessualità e la splendida costruzione narrativa rendono questo libro adatto anche agli adolescenti, perché prendano le distanze dall’omofobia.

Marco Cevolani ha pubblicato il volume nel 2011 per il Rovescio Editore, oggi viene ripresentato sotto l'etichetta Freccia D'Oro

Un ragazzino biondo era lì, in mezzo al piazzale dell’oratorio, circondato da una ventina di bambini e ragazzi e stava palleggiando con il pallone. “99...100...101...” Scandiva la folla. Samuel, questo il nome di quel ragazzo, era molto bravo con il pallone, era il capitano della squadra dell’oratorio e il leader del gruppetto che lo frequentava assiduamente tutti i sabati pomeriggio. Arrivò a 220, 220 palleggi senza far toccare terra al pallone, quando a un certo punto notò un ragazzo seduto sul muretto a qualche metro di distanza. Proprio in quel momento suonò la piccola campanella che decretava la chiusura dell’oratorio. Samuel fermò il pallone e con un calcio lo spedì lontano. Mentre gli altri ragazzi si dirigevano alle rispettive biciclette, lui andò verso quel ragazzo tutto solitario. “Ehi, che ci fai qua tutto solo?” “Non ho amici.” E scalciò lontano un sasso. “Beh, un amico ce l’hai, piacere Samuel.” Così dicendo Samuel gli porse la mano destra. Il ragazzino moro fece un largo sorriso e ricambiò la stretta di mano. “Piacere, Riccardo.” Rispose. “Se vuoi ti posso insegnare a giocare a pallone, ci possiamo vedere qua magari sabato prossimo.” “Ok.”