Ala di corvo

Categoria: Nel proprio piccolo
Autore: Caterina Usai
Editore: Casa Editrice Freccia D'Oro
Edizione: brossura
Genere: sentimentale
Pagine: 392
Anno: 2015

 

Una voce che viene dal passato obbliga all’improvviso Silly a lasciare tutto, il suo lavoro, la sua città e soprattutto la sua vita. La giovane sta attraversando un periodo di apatia che è incapace di comprendere appieno e correre verso qualcuno o qualcosa di ignoto. La sua apparente sicurezza nasconde un turbinio di emozioni che le sconvolgono il cuore e la mente in un crescendo sempre più tumultuoso e difficile da contenere. Corre in aeroporto e durante il volo la sua mente viene risucchiata da un passato che aveva cercato di cancellare con tutte le sue forze. Ripensa inconsapevolmente, con dolore e forse anche con una segreta nostalgia agli anni della sua fanciullezza che le hanno fatto palpitare il cuore d’amore e di gioia.

Caterina Usai sesta di otto figli, originaria della Sardegna, ha vissuto per quaranta anni a Roma, ora da alcuni anni abita alle sue porte in una zona bella e tranquilla. Ha lavorato trentacinque anni nel reparto Rianimazione e Terapia intensiva del Policlinico Gemelli in qualità di infermiera. Anni fa, libera da tanti e pesanti impegni professionali ha ripreso in mano alcuni manoscritti abbandonati per mancanza di tempo e ha iniziato a scrivere continuando il desiderio che albergava in lei da quando era ragazzina.

Tutto cominciò un giorno di carnevale nel lontano febbraio 1966. In una giornata fredda e buia che avrebbe fatto paura ai lupi, lacerata da un vento che cercava di tagliare la faccia dei pedoni a ogni soffio con i suoi artigli e che penetrava anche attraverso la stoffa dei pesanti cappotti pungendo la pelle con tanti spilli gelidi e infuocati. Avevo quasi quindici anni e tanti bei sogni dentro la mia testolina riccioluta; fisicamente dimostravo meno dei miei anni, soprattutto se confrontata ad alcune amiche che sembravano le mie sorelle maggiori. Non ero tanto alta e piuttosto magra, con due gambe snelle come un airone e anche se avevo forse un viso niente male, certo non avevo ancora le forme che facevano girare i ragazzi per strada. Per fortuna ancora non me ne facevo un cruccio, ci sarebbe stato tempo in seguito anche per quello. Per il momento volevo solo studiare e divertirmi un po’, semplicemente, ero così giovane, felice di vivere e di frequentare il mio liceo che non chiedevo altro. Non avevo il fidanzatino né lo cercavo, come facevano invece tante mie amiche quasi con ansia per darsi un tono da grandi. “Crescerò anch’io e al momento giusto arriverà anche per me un ragazzo che mi farà battere forte il cuore in modo speciale, per ora non m’interessa averne uno solo per fare scena o stare al passo con le mie amiche, sono poco più di una bambina, diamo tempo al tempo.” Pensavo con molta maturità e calma.