Cronache di Grimoire - La chiave del male

Categoria: Avventura e mistero
Autore: Nicoletta Cavalieri
Editore: Casa Editrice Freccia D'Oro
Edizione: brossura
Genere: fantasy
Pagine: 465
Anno: 2015

 

Dopo cinquecento anni di strazianti combattimenti, le creature di Grimoire capirono fin troppo bene che nessuno avrebbe mai potuto uccidere il Demone Fiamma Nera. E nel corso del tempo le perdite tra Maghi e Demoni cominciarono a farsi sempre più pesanti, perfino per l’esercito dell’Alleanza. Il Lupo Ebras non aveva trovato il modo di uccidere Draekan. No, quello era impossibile. Lo aveva solo imprigionato. Il suo sangue era stata la Chiave per rinchiuderlo una volta per tutte. Nelle viscere di Monte Nero, la Sacerdotessa Krena, dopo tanto tempo passato in ricerche inutili trovò finalmente la soluzione all’enigma che l’assillava da più di novant’anni. Una Chiave non era fatta solo per chiudere una porta ma anche per aprirla: se il sangue di Ebras aveva imprigionato Draekan allora quello stesso sangue lo avrebbe liberato. I suoi discendenti sarebbero serviti come nuove Chiavi.

Nicoletta Cavalieri è alla sua opera prima.

Il cervo correva saltellando per tutta la foresta nella speranza di sfuggire al predatore. La selva era fitta e piena di ostacoli ma il cacciatore sembrava sorvolarli senza la minima difficoltà, come se si librasse nell'aria: aggirava gli alberi, evitava le pietre e saltava oltre i fossi senza mai perdere d'occhio la preda designata. Un attimo dopo... la freccia colpì l'animale in pieno collo, abbattendolo all'istante. “Preso!” Esultò Wolkan, avvicinandosi alla bestia morta. Era un giovane ragazzo di diciassette anni, alto, di bell'aspetto, con corti capelli neri e occhi azzurri. Sorrise. Quel cervo avrebbe garantito il cibo in tavola per il giorno seguente. Non era un animale del tutto adulto, ma un esemplare più acerbo e piccolo rispetto ad altri, tant'è che il palco sulla sua testa non era ancora pienamente sviluppato. Se lo caricò sulle spalle senza fatica, trattenendolo per le zampe. Mentre il padre coltivava i campi, e la madre tesseva al telaio per vendere le sue stoffe al mercato del villaggio, Wolkan pensava ad accudire gli animali della fattoria e a procurare il cibo tramite la caccia.