Il brodo si mangia con la forchetta

Categoria: Letteratura per l'infanzia
Autore: Viviana Sgorbini
Editore: Casa Editrice Freccia D'Oro
Edizione: brossura
Genere: bambini 9/13 anni
Pagine: 36
Anno: 2015

 

Il brodo si mangia con la forchetta è una raccolta di racconti pensata per bambini e ragazzi dai 9 ai 13 anni. La raccolta si apre con Nicolino e i mazzemarille, racconto fantastico ambientato nella campagna molisana: la storia si svolge in ambito fiabesco, con la presenza di spiritelli dispettosi e del folletto Buffardello. Segue il racconto Diego e la magia dei limoni liguri, un insegnamento a mangiare sano rivolto a tutti i bambini e ragazzi. Diego, figlio di Italiani trasferitisi per lavoro a New York, scopre i sapori del cibo genuino durante una vacanza in Liguria. Il brodo si mangia con la forchetta racconta un episodio vero, in cui il cibo crea un legame forte e importante tra nonno e nipote: la cena diventa momento di condivisione e di gioco. Anche La magica ninna nanna di Nestan è basata su una storia vera, e vuole porre l’accento sulle difficoltà che devono affrontare tante donne che vengono nel nostro Paese come immigrate lasciando i propri figli nel Paese d’origine. Infine, Velka, una donna rasna affronta le problematiche dell’adolescenza in un contesto storico molto diverso dal nostro: il II secolo a.C.

Viviana Rita Sgorbini è originaria di Arcola (SP), ma vive tra Riomaggiore (SP) e Quattrocastella (RE) con il figlio Lorenzo e il marito Nicola. Lavora come consulente aziendale, ma ama scrivere favole e racconti per bambini e ragazzi. Ha pubblicato i seguenti libri per bambini e ragazzi: • Le impossibili avventure dello Scarpone Gigione e del Calzino Puzzino, edito da Kion (Anno 2012). • Vanda la mutanda stramba e altre impossibili avventure, edito da Apollo Edizioni (Anno 2014). • Canestro! Le avventure dei Tori Blu hanno inizio, edito da Apollo Edizioni. (Anno 2015)

Diego aveva dieci anni e si riteneva un bambino davvero fortunato: aveva un telefono cellulare tutto suo, un tablet con connessione a Internet, una PSP con tanti giochi... ma soprattutto aveva la libertà assoluta di mangiare tutto quello che voleva quando voleva. Certo lui sapeva, per- ché a Scuola gliel’avevano insegnato, che frutta e verdura fanno bene e andrebbero mangiate con regolarità, ma se ne dimenticava in fretta quando si trovava di fronte a pa- tatine fritte, pop corn, merendine e dolciumi vari. Del resto, in casa di Diego difficilmente si trovavano cibi freschi da cucinare: i suoi genitori rientravano dal lavoro quando era già ora di cena, ed erano così stanchi che preferivano accontentarsi di aprire una scatoletta di cibo precucinato o di scaldare qualcosa nel forno a microon- de, senza preoccuparsi troppo dell’apporto nutrizionale e di altri “dettagli” che sembravano andare tanto di moda. Diego, questo è importante dirlo, viveva a New York con la sua famiglia da quando aveva due anni: i suoi genitori si erano trasferiti per lavoro, e non avevano ancora mai avuto la possibilità di rientrare in Italia, che quindi per il bambino non era altro che uno stivale raffigurato sul suo mappamondo.