D0v'è pazzia?

Categoria: Narrativa e storia locale
Autore: Michele Olivotto
Editore: Casa Editrice Freccia D'Oro
Edizione: brossura
Genere: narrativa
Pagine: 161
Anno: 2015

 

La famiglia Sellers (Richard, il capofamiglia; Helen, la moglie e i gemellini Adam e Sam) vive a Greenwood (Canada), elegante subborgo della città di Harrington. La diversa personalità di marito e moglie, rispecchiata nel diverso carattere dei loro figli, rende il rapporto tra i coniugi molto teso. L’improvvisa partenza di Peter, amico dei fratellini Sellers, e il conseguente arrivo di una nuova comitiva di vicini di casa, alquanto originali, cambierà per sempre la vita di tutti.

Michele Olivotto, vive ad Arcade (Treviso). Si è diplomato presso l’ITC Marco Fanno di Conegliano ed è stato già autore di un’altra opera, pubblicata nel dicembre 2014 dal titolo “Riempio il mio cuore togliendo” (Edizioni Freccia D’Oro) su tematiche sociali e attualità.

Due mani intente a preparare la minestra di verdure per la cena: si muovono precise, con repentina e meccanica precisione. Sbucciano le patate, le tagliano in pezzi dal grande sorriso facendo attenzione che siano uguali. Quasi a voler far apparire, in quel loro aspetto vivace e gioioso, un qualcosa a se stesse; quasi a voler erigerle a nostalgico simbolo da tenere dentro sé, nel più intimo e inconfessabile anfratto dell'anima, tenero ricordo racchiuso nel più prezioso degli scrigni di gioventù. Poi quelle dieci dita si protendono verso l'angolo destro più distante del freezer, per prendere due zucchine dimenticate lì da una settimana o forse più; piccoli missili, verdi come prati di Scozia, lisci e freddi come il marmo di una chiesa, sezionati in tanti piccoli dadi. Da un barattolo di vetro trasparente quei rugosi cucchiai sorteggiano poi qualche decina di fagioli bianchi, secchi e rattrappiti dal calore dell'estate precedente. Li pescano come il destino sceglie a malincuore le sue vittime sacrificali nella circostanza di un lutto improvviso, di un amore in cui avevi riposto tante aspettative che non va come avresti voluto. S'accorgono poi che dal portafrutta compaiono tre carote dall'aspetto perso, quasi estraniato; lunghi pennarelli che si chiedono, ma che ci facciamo noi, qui? Noi, abituate al troppo freddo...o, peggio ancora, al troppo caldo. Dimenticate tra mele rosse e banane a creare un caldo effetto cromatico, anche un po’ stereotipato, ma pur sempre gradevole alla vista. L'acqua del rubinetto sveglia dal torpore la loro pelle sottile, porosa; ricorda loro di essere vive, di contare ancora qualcosa in questo mondo di patate ingenuamente sorridenti e fagioli sottratti a morte certa che rimarranno ancora per un po’ lontani dal fuoco soffocante di un fornello a gas.