La valle offesa dal disonore

Categoria: Impegno civile
Autore: Franco Lorenzato
Editore: Casa Editrice Freccia D'Oro
Edizione: brossura
Genere: inchiesta
Pagine: 143
Anno: 2014

 

La tragedia del Vajont non finisce con quell’onda anomala, che in cinque minuti ha spazzato via interi paesi, strappandoli alla terra, tirandosi dietro anche i corpi di quella povera gente, che ignara, ha incontrato la morte dentro quell’enorme massa d’acqua. Questo fu solo l’inizio di una lenta agonia che ancora oggi soffoca quei posti che in parte si sono ripopolati, risorgendo da quello strazio. Molti paesi però non hanno avuto la forza di ritornare ad essere quelli di una volta, la gente lì non è più voluta tornare, così Erto Vecchia, come altri paesi, sono rimasti con quel lutto soffocante, scolpito sulle pietre delle case e sulle vie deserte.

Franco Lorenzato nasce il 10/06/1965 Gli studi classici, lo introdussero verso quel mondo che oggi, adora, e che con esso, si trova intimamente legato proprio per il fatto che attraverso codesto percorso egli incontra uno dei sui più grandi amici, Messer Lionardo da Vinci, che oltre a trasmettergli erudizione e conoscenza, l’illustre personaggio gli regala anche la passione scientifica e la grande ed intima convinzione che l’uomo è assai piccolo difronte la natura e ad essa egli si deve sempre rapportare con rispetto umiltà e dignità. Oltre a questo personaggio favoloso, l’indole di Franco e la sua grande passione per la libertà e dignità, nel corso della propria vita, lo portano a sposare idee e affermazioni di un altro uomo, al quale egli è veramente e intimamente vicino, Ernesto Guevara della Serna. Libertà, dignità sono condizioni imprescindibili dal vivere umano, e perciò debbono sempre essere tutelate, da coloro che ne minano continuamente i presupposti. Le mie opere ancora inedite, sono frutto di esperienze, riflessioni e tanta passione, sempre accompagnate, da una meticolosa ricerca del vero e del perché di ogni cosa, ma non meno importante, anche con il grido in gola e “la rabbia che dentro mi rugge”, per le libertà e dignità violate.

orrei, prima che il lettore inizi a leggere quanto scritto, fornirgli alcuni elementi che allo scrivente sono serviti per il proprio componimento e che appaiono necessari per una lucida comprensione dell’intera vicenda, poiché ognuno di noi abbia alla fine una visione meno nebbiosa ma più nitida sulla catastrofe che ha provocato così tanto disonore e vittime in- nocenti. Cominciamo ora a comprendere la necessità di allora, che spinse la S.A.D.E., Società Adriatica di Energia Elettrica, un ente privato con sede a Venezia, a costruire dighe che sarebbero servite per la produzione di energia elettrica. In quel periodo che va dai primi anni trenta ai sessanta, non fu costruita solo la diga del Vajont, ma molte altre, quest’ultima oltre a rappresentare un colossale sbarramento fu anche un’impresa titanica, ma sempre fina- lizzata al guadagno in termini di energia elettrica, ed è proprio questo il punto di partenza, la costante richiesta di questa forma energetica, che via via dal dopoguerra in poi, si fece sempre più incessante a tal punto da consolidare quelle condizioni che portarono l’uomo a progettare e costru- ire le dighe. Si stava vivendo un periodo di rinnovamento e di grossa crescita econo- mica, oltre che di enorme emancipazione industriale.