Il fantasma del lago

Categoria: Avventura e mistero
Autore: Caterina Usai
Editore: Casa Editrice Freccia D'Oro
Edizione: brossura
Genere: narrativa
Pagine: 381
Anno: 2015

 

Un tremendo temporale estivo costringe quattro ragazzi a deviare dal loro itinerario di vacanza in Sardegna verso un bellissimo villaggio che si rivela suggestivo, pieno di storia e abbandonato. Da qui vengono attirati in una serie di avvenimenti, loro malgrado, che li ricollega tramite una misteriosa mappa, a fatti accaduti quasi un secolo prima e che s’intrecciano nelle loro vite, cambiandole e portandoli in un girone di follia, di dolore ma anche d’amore. Che cosa unisce i ragazzi con un re lussurioso, un nobile in fuga da sicari prezzolati, una nobildonna sedotta e... un veterano soldato reduce dalla guerra in Iraq? Forse, soltanto scomode e nascoste verità.

Caterina Usai sesta di otto figli, originaria della Sardegna, ha vissuto per quaranta anni a Roma, ora da alcuni anni abita alle sue porte in una zona bella e tranquilla. Ha lavorato trentacinque anni nel reparto Rianimazione e Terapia intensiva del Policlinico Gemelli in qualità di infermiera. Anni fa, libera da tanti e pesanti impegni professionali ha ripreso in mano alcuni manoscritti abbandonati per mancanza di tempo e ha iniziato a scrivere continuando il desiderio che albergava in lei da quando era ragazzina. Questa è la sua opera seconda dopo “Ala di corvo” pubblicata nella collana Nel Proprio Piccolo edita da Freccia D’Oro

Chi è?” L’uomo alto, accanto a quello che aveva posto la domanda, sapeva che non c’era bisogno di aggiungere altro per capire a chi si riferiva. “È una nobile dama di questa città maestà, si occupa delle stanze della regina ed è una delle sue dame di compagnia più affezionate, quando le maestà vostre trascorrono del tempo qui a palazzo.” L’uomo rispose sorridendo in modo untuoso e segretamente malizioso, alla domanda dell’altro, presagendo quale sarebbe stata la fine di quella conversazione e la richiesta da parte del re ma, dentro di sé per una volta, percepiva di non esserne del tutto contento. Non solo lui conosceva a menadito le inclinazioni sessuali dell’altro, talvolta anche sopra le righe, ma era proprio la persona, l’unica, alla quale il re si rivolgeva quando egli voleva soddisfarle, senza costringere la sua regale persona a esporsi apertamente. L’altro uomo che osservava insieme con lui il cortile interno del palazzo, era molto meno alto, però la sua voce era forte e autoritaria come di chi non solo è abituato a comandare ma soprattutto lo è a farsi obbedire. Non era bello, né affascinante, attraente o accattivante, tuttavia conscio del suo ruolo che lo poneva al di sopra di tutti, riteneva di non aver bisogno di nessuna di queste qualità per avere dalle donne che lo attraevano ciò che desiderava, sempre. E in quel momento bramava sopra ogni altra quella donna che, con la sua sobria eppur splendida bellezza impossibile da passare inosservata, lo aveva colpito come un pugno nello stomaco. Ogni gesto nell’uomo denotava potere, sicurezza, arroganza, alterigia, tracotanza, impudenza e presunzione, qualità o difetti acquisiti in virtù della sua posizione sociale e, regalati dal suo rango e dal suo titolo, nonché dall’educazione al quale era stato sottoposto dalla nascita: ma nonostante questi, molte erano le cose in cui il re era carente, e a livello fisico, mentale, morale e soprattutto su quello spirituale e morale.